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Il potere nascosto dei colori nel marketing: come i brand comunicano senza parlare

I colori nel marketing influenzano percezione, emozioni e identità del brand, rafforzandone riconoscibilità e posizionamento.

Come afferma lo psicologo austriaco Paul Watzlawick, non si può non comunicare: anche quando non parliamo, stiamo comunque dicendo qualcosa. Le nostre azioni, le espressioni del volto, il modo in cui ci muoviamo nello spazio e persino gli abiti che indossiamo comunicano chi siamo e cosa vogliamo dire, spesso in modo inconsapevole.

Lo stesso vale per i brand.
Anche quando non usano parole, i brand comunicano attraverso scelte visive e simboliche. Tra queste, il colore è uno delle più potenti: chi sa usarlo lo trasforma da semplice scelta estetica a vera leva strategica, capace di rafforzare l'identità e il messaggio di un marchio.

Perché il colore è una leva strategica nel marketing

Secondo uno studio del 2006 condotto da Satyendra Singh, il 90% dell’opinione che sviluppiamo su un prodotto al primo sguardo è basata solo sul colore. Il motivo è semplice: il cervello umano elabora i colori prima ancora delle parole. Questo significa che, ancora prima di leggere un testo o comprendere un messaggio, abbiamo già formulato una prima impressione.

Per questo, la scelta cromatica non dovrebbe mai essere trattata come una questione puramente decorativa. Al contrario, rappresenta, o dovrebbe rappresentare, una delle prime decisioni di marketing e branding, in grado di influenzare percezione, emozioni e comportamenti.

Il colore, infatti, veicola significati, evoca sensazioni, costruisce aspettative e rafforza il posizionamento del brand.

L’associazione colore–brand: un meccanismo automatico

Non a caso quando pensiamo a un brand forte, spesso lo associamo immediatamente a un colore specifico. È un processo automatico, quasi istintivo, che dimostra quanto il colore sia centrale nella costruzione dell’identità di marca.

Questa associazione non nasce casualmente, ma è il risultato di scelte coerenti e ripetute nel tempo.

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Il significato dei colori nel branding

Ogni colore comunica qualcosa di diverso, provoca delle sensazioni e associazioni diverse nel nostro cervello. Pur esistendo percezioni soggettive legate all'esperienza personale, alcuni significati tendono ad essere universalmente riconosciuti. Ecco i principali nel contesto del marketing e del branding:

  • Rosso: passione, energia, intensità. Associato a emozioni forti ed entusiasmo.
  • Blu: fiducia, calma, stabilità. Trasmette professionalità e affidabilità.
  • Giallo: ottimismo, chiarezza ed energia mentale.
  • Verde: natura, freschezza, calma e crescita. Spesso legato a sostenibilità e qualità.
  • Nero: eleganza, raffinatezza ed esclusività. Molto usato nei settori del lusso, della moda e dell’automotive.
  • Viola: mistero, creatività e benessere. Se chiaro, spesso associato al mondo beauty e femminile.
  • Bianco: purezza, pulizia e minimalismo. Diffuso nei settori dell’igiene e della sanità.
  • Oro: potere, prestigio e ricchezza. Da utilizzare con equilibrio, spesso in combinazione con altri colori per non sfociare in superbia.
  • Marrone: calore, comfort e naturalezza. Tipico del mondo bio e dell’arredamento.
  • Grigio: equilibrio, neutralità e sobrietà.
  • Arancione: entusiasmo, allegria e socialità. Percepito come giovane e positivo.
  • Rosa: delicatezza, sensibilità e tenerezza. Tradizionalmente associato al mondo femminile.
  • Multicolore: inclusività, creatività e informalità.

Come scegliere il colore giusto?

Dopo aver analizzato i diversi significati dei colori, vediamo come scegliere il colore giusto per il proprio brand. 

Per fare una scelta corretta, bisogna tenere in considerazione alcuni fattori.

Innanzitutto, la palette cromatica deve essere coerente con il settore di riferimento. Il marrone, ad esempio, non è ideale per un brand di pulizia, ma funziona perfettamente nel mondo dei dolci e del cioccolato. Allo stesso tempo, però, come dimostrato dalla rivista scientifica “Color Research & Application”, è importante differenziarsi dalla concorrenza e costruire un'identità riconoscibile e unica anche a livello visivo. I brand emergenti che osano distaccarsi cromaticamente dai competitor, infatti, solitamente hanno maggiori probabilità di successo.

Inoltre, è importante analizzare il target e soprattutto il genere prevalente del pubblico a cui ci si vuole rivolgere. Da diversi studi, per esempio, è emerso che in linea generale il pubblico maschile tende a preferire colori forti e scuri, mentre quello femminile si orienta su tinte più tenui e chiare. Un'altra differenza emersa e degna di nota è quella secondo cui le donne tenderebbero a distinguere una gamma più ampia di sfumature rispetto agli uomini. 

Sul piano compositivo, infine, è utile seguire l’effetto isolamento. Con questa tecnica si scelgono uno o due colori strutturali analoghi e un terzo contrastante, meglio se complementare, che sarà utilizzato per elementi chiave, come le call to action che devono richiamare l’attenzione. 

Ricorda che non esiste un colore perfetto in assoluto, ciò che conta è la coerenza con il messaggio che si vuole trasmettere. Per favorire l’associazione con il proprio brand, è consigliabile limitarsi a un massimo di tre colori.

I brand forti non scelgono colori a caso

I brand più solidi e riconoscibili conoscono perfettamente il potere del colore e costruiscono il proprio sistema cromatico in modo intenzionale, coerente con i valori, il tone of voice e il posizionamento.

Un esempio emblematico del fatto che i colori nel marketing e nel branding non sono casuali è Netflix, che ha scelto il rosso e il nero.

Il rosso comunica energia, tensione e coinvolgimento emotivo, elementi perfettamente coerenti con storie intense e narrative forti. L’abbinamento con il nero rafforza il richiamo alla sala cinema, caratterizzata da buio e poltrone rosse.

Se il gigante dello streaming utilizzasse un altro colore, pensiamo al verde, che trasmette calma e relax, non riuscirebbe a trasmettere urgenza emotiva e senso di imperdibilità.

Il colore può influenzare il destino di un brand

L’esempio appena visto è illuminante: la scelta cromatica incide non solo sull’estetica, ma anche sulla percezione e sul modo in cui un prodotto viene consumato. 

Un colore coerente rafforza il messaggio, un colore sbagliato può indebolirlo o contraddirlo.

Ecco perché il colore è a tutti gli effetti una forma di comunicazione silenziosa, capace di influenzare il successo di un brand nel lungo periodo.